Così scriveva Benito Mussolini : "La società capitalistica ha realizzato quel tanto di socialismo che le poteva giovare e non si avranno ulteriori progressi in tale direzione. Il capitalismo non è soltanto un apparato di sfruttamento, come opina l'imbecillità pussista (PSU - Nda): è una gerarchia; non è soltanto una rapace accumulazione di ricchezza; è un'elaborazione di valori, fattasi attraverso i secoli. Valori, oggi, insostituibili. C'è chi pensa, e noi siamo del numero, che il capitalismo è appena agli inizi della sua storia. Appare sempre più evidente che il proletariato si farà rimorchiare dalle minoranze "capitalistiche", con le quali si accorderà ad un dato momento per dividere il bottino, escludendo i parassiti di destra e di sinistra, che vivono in margine alla produzione".
DISCORSO DI MUSSOLINI DEL 31 LUGLIO 1926
Signori! La cerimonia inaugurale odierna sta a nuovamente dimostrare che il regime procede metodicamente nella realizzazione delle sue riforme, destinate a cambiare fisonomia allo Stato, a creare cioè il nostro Stato: lo Stato fascista. Il Ministero delle Corporazioni non è un organo burocratico e nemmeno vuole sostituirsi alle organizzazioni sindacali nella loro azione necessariamente autonoma, diretta ad inquadrare, selezionare, migliorare i loro aderenti. Il Ministero delle Corporazioni è l'organo per cui, al centro o alla periferia, si realizza la corporazione integrale, si attuano gli equilibri fra gli interessi e le forze del mondo economico. Attuazione possibile sul terreno dello Stato, perché solo lo Stato trascende gli interessi contrastanti dei singoli e dei gruppi, attuazione resa più spedita dal fatto che tutte le organizzazioni economiche riconosciute, garantite, tutelate nello Stato corporativo, vivono nell'orbita comune del Fascismo: accettano cioè la concezione dottrinale e pratica del Fascismo. Sono guidate da uomini iscritti regolarmente al partito. Né potrebbe essere altrimenti. L'esperimento fascista, che ha preciso inizio oggi con l'inaugurazione ufficiale del Ministero delle Corporazioni, è seguito con interesse crescente da uomini di Stato, da politici, da studiosi di tutto il mondo. Sono certo che esso riuscirà pienamente e segnerà la strada agli altri. V'è un altro fattore che giustifica la nostra certezza ed è il senso di consapevole, laboriosa disciplina di cui offre testimonianza superba da ormai quattro anni tutto il popolo italiano. La gente del lavoro fu sino a ieri misconosciuta o negletta dallo Stato vecchio regime. La gente del lavoro si accampò fuori dello Stato e contro lo Stato. Oggi tutti gli elementi della produzione, il capitale, la tecnica, il lavoro, entrano nello Stato, e vi trovano gli organi corporativi per l'intesa e la collaborazione, nonché, in dannata ipotesi, il ricorso supremo alla magistratura del lavoro. Non si esagera affatto chiamando rivoluzionario, nello spirito e negli istituti, questo complesso di riforme in altri paesi tentate, ma non mai condotte alla loro logica compiutezza come osa fare il regime fascista. Mando ai capi, agli organizzati delle tredici confederazioni ed ai supremo alla magistratura del lavoro. Non si esagera affatto chiamando rivoluzionario, nello spirito e negli istituti, questo complesso di riforme in altri paesi tentate, ma non mai condotte alla loro logica compiutezza come osa fare il regime fascista. Mando ai capi, agli organizzati delle tredici confederazioni ed ai funzionari del nuovo Ministero, il più cordiale mio saluto.
TULLIO CIANETTI
MINISTRO DELLE CORPORAZIONI DAL FEBBRAIO 1943
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NICOLA BOMBACCI
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Bottai, qui in piedi appoggiato al lungo tavolo, era stato sottosegretario del ministero delle corporazioni dal 1927 e nel novembre 1929 fu nominato ministro. Alla sua destra siedono il suo sottosegretario, Dino Alfieri e il Dott. Giuseppe Landi, presidente della confederazione dei bancari. Alla sua sinistra Arnaldo Fioretti, che era a capo della confederazione dei sindacati fascisti dell'industria. Alla destra di Bottai in, secondo piano, appoggiato alla parete sta Riccardo Del Giudice, che si occupava dei sindacati fascisti di Rossoni e che anni dopo sarà sottosegretario di Bottai al ministero dell'educazione nazionale.
10 NOVEMBRE 1934
Mussolini riunisce in Campidoglio l'assemblea generale dei consigli delle ventidue Corporazioni